Musicoterapia

La Fondazione Teda sosterrà nell’anno  2019/20, per i ragazzi di Casa & Quartiere, un  laboratorio di Musicoterapia curato da Fabio Pelassa specializzato presso la scuola di musicoterapia A.P.I.M. di Torino.

Cos’è Musicoterapia?

È l’utilizzo della musica e/o degli elementi sonori (suono, ritmo, melodia e armonia) all’interno di un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità e l’espressione.

Nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, in particolare, l’utilizzo di tecniche musicoterapiche può essere utile per aprire canali di comunicazione e rinforzare alcune aree solitamente deficitarie, quali l’attenzione, l’intenzionalità e soprattutto la relazione. L’elemento sonoro e l’utilizzo di strumenti musicali possono rappresentare stimoli importanti che favoriscono l’esplorazione e l’espressione: stimolano l’osservazione e l’ascolto dell’altro, offrono, all’interno della relazione, un mediatore che facilita la creazione di circuiti comunicativi e permettono di ridurre l’ansia dell’interazione diretta.

Oltre agli aspetti riabilitativi, la possibilità di giocare con i suoni e con la musica è divertente e gratificante.

L’attività, non didattica e non performativa, è basata sulla tecnica della musicoterapia attiva e si pone quale approccio complementare rispetto alle metodologie psico-educative con le quali si raccorderà attraverso il confronto costante con gli operatori.

Obiettivi generali
  • Favorire l’espressione di sé e l’interazione attraverso il canale sonoro-musicale
  • Favorire l’attenzione congiunta
  • Favorire la reciprocità e la chiusura di circuiti comunicativi
  • Favorire la regolazione emotiva
  • Stimolare l’ascolto e l’osservazione dell’altro

Gli obiettivi individuali verranno definiti sulla base di incontri con gli operatori e di una prima fase osservativa del progetto.

Struttura del percorso

28 incontri a cadenza settimanale, della durata di 60 minuti, da ottobre 2019 a maggio 2020. I primi 8 incontri rappresenteranno una fase osservativa che servirà a definire le caratteristiche dei partecipanti, l’interesse verso l’elemento sonoro-musicale e gli obiettivi individuali, sui quali si concentrerà il lavoro nella seconda fase.

I successivi incontri prevedono un lavoro in piccolo gruppo basato su elementi improvvisativi, mirati ad accogliere l’interesse e l’intenzione spontanea del bambino/ragazzo, favorendone l’espressione libera ed utilizzando il materiale sonoro (e non solo) quale elemento di incontro e di partenza per lavorare, in primo luogo, sull’attenzione congiunta e sulla reciprocità relazionale. A partire da questa modalità di lavoro, potranno essere introdotti alcuni momenti basati sul gioco strutturato, sempre fortemente legati all’elemento sonoro-musicale.