Gruppo appartamento “Si può fare”

La Fondazione TEDA, nei suoi anni di attività, ha perseguito uno degli scopi della propria missione: accrescere i servizi per le persone con autismo in tutte le età della vita. La nostra è stata una risposta ai bisogni delle famiglie e oggi il nuovo impegno è rivolto alle persone con autismo che hanno raggiunto l’età adulta con il progetto di “Si può fare”.
Un “Gruppo appartamento” pensato per 6 persone con Disturbo dello Spettro dell’ Autismo che mantenga la dimensione relazionale della famiglia, ideale per creare legami amicali tra gli ospiti, con il condominio, il quartiere ed il territorio, conservando al suo interno la possibilità di condividere spazi, tempi e attività.
Un progetto per garantire una realtà familiare e accogliente per tutti gli ospiti che vi alloggeranno.
L’unità immobiliare, ad oggi ristrutturata ed arredata, adibita al “Gruppo appartamento”  è ubicata  al 4° piano di via XX Settembre 54, la palazzina Ottocentesca che già ospita gli altri servizi della Fondazione.
Le esperienze positive in questa direzione, collaudate da persone con problemi psichiatrici, down, disabili fisici, ci incentivano a raccogliere le istanze ed il consenso dei genitori, da sempre nostri committenti, con l’espressione “Si può fare”.

Alleghiamo il progetto

Dal 2020 l’emergenza sanitaria ha rallentato le azioni volte al raggiungimento dei nostri obiettivi anche se continuano ad essere prioritari; ad oggi  siamo ancora in una fase preliminare ma da alcuni mesi stiamo lavorando con nuovi Partner per valutare risorse e ruoli, anche tenendo conto delle ultime esperienze  e dei cambiamenti sanitari. Indubbiamente molte riflessioni sono legate alla gestione dei rischi, alla ricerca di risorse umane e alla collaborazioni con il tessuto sociale territoriale.

Una prima novità per il 2022 è l’avvio del Parent Training “Quando…..Si può fare?”, per aiutare le figure di riferimento famigliari ad affrontare il possibile e futuro distacco dal proprio figlio, il cambiamento in una visione non traumatica ma come esperienza intenzionale e condivisa.  Una riflessione e crescita, culturale ed emotiva, per giungere a forme di progettazione partecipata, per una residenzialità che consenta di concretizzare il più alto grado di indipendenza, raggiungibile e sostenibile con modalità rispettose dell’ autodeterminazione e  garante delle pari opportunità degli adulti con autismo.